intervista a Fabio MECCA enologo

oggi  BASILICATAGUSTOSA  ha intervistato Fabio MECCA  enologo, grande professionista che presta la sua opera in BASILICATA, CAMPANIA, CALABRIA, PUGLIA, TOSCANA E LAZIO  e ci ha raccontato le sue conoscenze sull’enologia della zona del vulture.

Dividerei il Vulture in due zone; quella alta e quella bassa.
La zona Alta e’ quella piu’ vicina al Vulcano, dove trova un terreno piu’ nero e ricco di cenere proveniente dalle eruzioni millenarie, in piu’ le escursioni termiche tra il giorno e la notte sono maggiori, anche di 10 gradi, favorendo un allungamento della maturazione e l’ epoca di vendemmia si sposta dalla meta’ di ottobre in avanti.

La zona piu’ bassa invece e’ quella che comprende i comuni di lavello, venosa, etc ..
La composizione chimica del terreno e’ sempre di matrice vulcanica, ma le escursioni termiche sono minori, infatti la vendemmia e’ anticipata alla prima decade di ottobre.

I vini prodotti nella zona alta sono piu’ scuri, ” neri” con sentori di cenere, liquirizia

Mentre nella zona dai 350 metri in giu’ sono vini nei quali prevale il frutto maturo con sentori più leggeri, profumati  e floreali.

Abbiamo poi parlato di cosa sarebbe necessario per uno slancio comunicativo di tutto il comparto vitivinicolo del vulture. Secondo Fabio bisognerebbe affidarsi ad una struttura che si occupa eslusivamente della promozione del vino, una società specializzata solo in questo settore, che faccia conoscere agli operatori e compratori italiani le peculiarità dell’AGLIANICO  in particolare.

Un accenno è stato fatto anche sulle associazioni presenti sul territorio ossia AIS   ONAV  e   FIS le quali, secondo Fabio, ricoprono un ruolo importantissimo nella promozione e nel dare visibilità a tutta la filiera vitivinicola regionale e in particolare alle eccellenze del vulture.

domanda: solo aglianico?

Fabio risponde con decisione “SI'”, la base è l’aglianico, ben vengano sperimentazioni di altre produzioni per diversificare l’offerta ma il punto di partenza resta sempre e comunque  l’aglianico del vulture, lo chiede il territorio, quindi massima concentrazione per innalzare il livello qualitativo.

Altro argomento trattato riguarda la parola “improvvisazione”

si è  toccata una nota dolente di tanti imprenditori che investono nel vino senza un reale programma progettuale a medio/lungo termine, dice Fabio: sarebbe auspicabile per  ogni azienda che si affaccia nell’imprenditorialità vitivinicola, che  faccia tesoro di professionalità specifiche che vanno dall’implementazione di un percorso progettuale alla realizzazione di tutta la logistica, dando la massima importanza alla commercializzazione, perchè come sottolinea Fabio ” possiamo produrre il miglior vino del mondo ma a poco serve se non sappiamo a chi venderlo”

Sempre inerente all’argomento “improvvisazione” Fabio dice che anche la politica deve fare la sua parte ed assumersi delle responsabilità , sopratutto a livello regionale, finanziando sì idee imprenditoriali ma  monitorando e spalmando i finanziamenti sul reale riscontro dei risultati ottenuti, solo in questa maniera non si costruiscono cattedrali nel deserto che hanno portato imprenditori in sofferenza economica facendo arricchire solo fornitori di logistica e di attrezzature.

le foto di seguito sono state realizzate presso l’azienda PATERNOSTER dove Fabio MECCA ha uno dei suoi uffici, a breve BASILICATAGUSTOSA realizzerà una scheda specifica solo dell’azienda PATERNOSTER di barile

 

 

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